Una ESCo, acronimo di Energy Service Company, è un’organizzazione che fornisce servizi energetici integrati con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e produrre risultati verificabili. Può occuparsi di analisi, progettazione, realizzazione, gestione, manutenzione e monitoraggio degli interventi, assumendo nel contratto responsabilità tecniche ed economiche definite.
Nel Conto Termico 3.0 una ESCo certificata può, nei casi previsti, diventare Soggetto Responsabile e presentare la richiesta di incentivo per conto del Soggetto Ammesso. Non è però obbligatorio ricorrere a una ESCo e la certificazione, da sola, non rende ammissibile un intervento: devono essere coerenti anche soggetti, edificio, contratto, spese, documentazione e requisiti tecnici.
Che cos’è una ESCo e che cosa la distingue da un’impresa
Una ESCo certificata opera secondo un modello di servizio energetico. Non si limita necessariamente a fornire o installare un componente, ma può coordinare più fasi del progetto e collegare il proprio corrispettivo a prestazioni, risparmi o risultati contrattualmente definiti.
Il servizio può comprendere:
- analisi dei consumi e delle condizioni iniziali;
- diagnosi e progettazione degli interventi;
- realizzazione e coordinamento delle opere;
- gestione e manutenzione degli impianti;
- misurazione dei risultati;
- monitoraggio delle prestazioni nel tempo;
- assunzione di specifici rischi tecnici o economici.
| Soggetto | Attività tipica | Diventa automaticamente ESCo? |
|---|---|---|
| Impresa installatrice | Fornitura e realizzazione dell’impianto | No |
| Impresa edile | Esecuzione delle opere | No |
| Progettista | Progetto, calcoli e direzione tecnica | No |
| Soggetto delegato | Gestione operativa della pratica sul portale | No |
| ESCo certificata | Servizio energetico integrato secondo UNI CEI 11352 | Può assumere i ruoli consentiti |
Una stessa organizzazione può svolgere più funzioni, ma ogni ruolo deve essere sostenuto dai requisiti richiesti. La presenza della sigla “ESCo” nella denominazione societaria, nel sito o in un’offerta commerciale non prova il possesso della certificazione.
Soggetto Ammesso, Soggetto Responsabile e Soggetto Delegato
Nel Conto Termico 3.0 occorre distinguere le figure che possiedono i requisiti di accesso, sostengono la pratica e operano materialmente sul portale.
| Ruolo | Funzione principale |
|---|---|
| Soggetto Ammesso | Possiede i requisiti per accedere al meccanismo in relazione all’immobile e all’intervento |
| Soggetto Responsabile | Sostiene le spese, presenta l’istanza, gestisce il rapporto con il GSE e riceve l’incentivo |
| Soggetto Delegato | Opera sul portale in nome e per conto del Soggetto Responsabile |
| Mandatario all’incasso | Riceve l’incentivo nei casi ammessi, senza diventare necessariamente Soggetto Responsabile |
Il Soggetto Responsabile presenta le dichiarazioni, sottoscrive la scheda-contratto, conserva la documentazione e consente gli eventuali controlli. Può incaricare un delegato della compilazione e della gestione operativa sul Portaltermico, ma la delega non trasferisce automaticamente titolarità e responsabilità.
Quando il Soggetto Ammesso utilizza una ESCo come Soggetto Responsabile, l’intervento continua a riguardare un edificio o un’unità immobiliare nella disponibilità del Soggetto Ammesso, in qualità di proprietario o titolare di un diritto reale o personale di godimento.
Gestire il Portaltermico non significa necessariamente essere Soggetto Responsabile. Un tecnico, un consulente o una società possono operare come delegati senza sostenere le spese o ricevere direttamente l’incentivo.
Quando una ESCo può essere Soggetto Responsabile
I Soggetti Ammessi possono, nelle configurazioni previste dalle Regole Applicative, accedere direttamente oppure avvalersi di una ESCo come Soggetto Responsabile.
Perché la ESCo assuma questo ruolo devono risultare coerenti:
- natura del Soggetto Ammesso;
- destinazione residenziale o terziaria dell’edificio;
- tipologia dell’intervento incentivabile;
- eventuali soglie di potenza o superficie;
- disponibilità dell’immobile;
- contratto utilizzato;
- autorizzazione del proprietario;
- certificazione UNI CEI 11352;
- spese, fatture e pagamenti;
- documenti trasmessi al GSE.
Quando la ESCo presenta la richiesta come Soggetto Responsabile deve trasmettere il contratto sottoscritto e, quando richiesta, l’autorizzazione del proprietario. Quest’ultimo deve essere informato dell’istanza e delle condizioni del meccanismo incentivante.
La possibilità di utilizzare una ESCo non implica che sia la configurazione più semplice per ogni intervento. Nei progetti puntuali e direttamente gestibili dal proprietario può risultare più lineare mantenere in capo al cliente il ruolo di Soggetto Responsabile.
Limiti per gli interventi residenziali
Per gli edifici residenziali le Regole GSE prevedono limiti specifici alla possibilità che la ESCo diventi Soggetto Responsabile.
La ESCo può assumere tale ruolo, con uno dei contratti ammessi, per:
- interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con potenza superiore a 70 kW;
- installazione di impianti solari termici con superficie superiore a 20 m².
| Intervento residenziale | Ruolo possibile della ESCo |
|---|---|
| Climatizzazione invernale oltre 70 kW | Può essere Soggetto Responsabile con contratto ammesso |
| Solare termico oltre 20 m² | Può essere Soggetto Responsabile con contratto ammesso |
| Intervento sotto le soglie | Il privato resta Soggetto Responsabile |
| Intervento sotto soglia con ESCo fornitrice | Possibile mandato irrevocabile all’incasso alle condizioni GSE |
Sotto soglia il soggetto privato resta Soggetto Responsabile. La ESCo può però ricevere l’incentivo netto attraverso un mandato irrevocabile all’incasso, utilizzato per saldare la fattura relativa all’intervento.
Le soglie non determinano da sole l’ammissibilità: devono essere rispettati anche i requisiti tecnici, le spese ammissibili e le condizioni generali del Conto Termico.
Quale contratto serve con la ESCo
La configurazione contrattuale cambia in funzione della natura del Soggetto Ammesso.
| Soggetto Ammesso | Contratto richiesto o ammesso |
|---|---|
| Pubblica Amministrazione | Contratto di prestazione energetica, o EPC |
| ETS non economico | EPC conforme ai requisiti applicabili |
| Privato residenziale o terziario | EPC, servizio energia o servizio energia plus |
| ETS economico | EPC, servizio energia o servizio energia plus |
| Privato residenziale sotto soglia | La ESCo non diventa Responsabile per il solo contratto; può essere previsto il mandato all’incasso |
Per Pubbliche Amministrazioni ed ETS non economici è richiesto un contratto di prestazione energetica conforme ai requisiti minimi applicabili. Per soggetti privati ed ETS economici possono essere utilizzati, nei casi previsti, un EPC, un contratto di servizio energia o un contratto di servizio energia plus.
Che cosa deve chiarire il contratto
Il contratto dovrebbe definire almeno:
- parti e rispettivi ruoli;
- edificio e interventi interessati;
- durata del rapporto;
- situazione energetica iniziale;
- prestazioni e risultati attesi;
- sistema di misurazione e verifica;
- responsabilità progettuali ed esecutive;
- spese sostenute dalla ESCo;
- corrispettivi e canoni;
- gestione e manutenzione;
- ripartizione dei rischi;
- destinazione dell’incentivo;
- obblighi documentali;
- gestione di modifiche e inadempimenti.
Il nome attribuito al contratto non basta. Un documento denominato “EPC” ma privo di obiettivi, misurazione e responsabilità coerenti può non rispettare i requisiti sostanziali applicabili.
ESCo, delegato, impresa e mandato all’incasso non sono la stessa cosa
| Configurazione | Responsabile verso il GSE | Destinatario dell’incentivo |
|---|---|---|
| ESCo come Soggetto Responsabile | ESCo | ESCo |
| Tecnico o società delegata | Soggetto che conferisce la delega | Soggetto Responsabile |
| Mandato irrevocabile all’incasso | Privato che presenta la richiesta | Mandatario, nei limiti del mandato |
| Impresa esecutrice senza altri ruoli | Soggetto indicato nella domanda | Dipende dalla configurazione |
Il mandato irrevocabile all’incasso non trasferisce alla ESCo l’intera responsabilità della pratica. Nella configurazione residenziale sotto soglia il privato rimane Soggetto Responsabile, mentre l’incentivo netto viene destinato alla ESCo per concorrere al pagamento della fattura.
Fattura, quota pagata dal privato e importo netto dell’incentivo devono consentire di ricostruire il pagamento complessivo. Una ESCo che presenta già la richiesta come Soggetto Responsabile non può utilizzare contemporaneamente il mandato all’incasso per la medesima configurazione.
Certificazione UNI CEI 11352 e verifica su Accredia
Può presentare la richiesta come Soggetto Responsabile soltanto una ESCo con certificazione UNI CEI 11352 in corso di validità alla data dell’istanza.
La verifica dovrebbe essere effettuata nella banca dati Accredia, controllando:
- denominazione sociale;
- codice fiscale o partita IVA;
- sedi comprese nella certificazione;
- riferimento alla UNI CEI 11352;
- numero del certificato;
- organismo che lo ha emesso;
- stato di validità;
- data dell’ultimo aggiornamento;
- scopo della certificazione.
La parola “ESCo” nella ragione sociale, nel sito o in un’offerta non prova la certificazione. Devono essere controllati il soggetto giuridico certificato, lo stato del certificato e il relativo campo di applicazione.
La pagina dedicata alla certificazione ESCO UNI CEI 11352 di Percaya consente di consultare la qualificazione aziendale. Per ogni contratto devono comunque essere verificati validità, soggetto giuridico e scopo del certificato.
Chi sostiene le spese e chi riceve l’incentivo
La configurazione contrattuale deve coincidere con i flussi economici effettivi.
Il Soggetto Responsabile:
- sostiene direttamente le spese previste dalla configurazione;
- risulta coerente con fatture e pagamenti;
- presenta l’istanza;
- gestisce il rapporto con il GSE;
- riceve l’incentivo, salvo mandato ammesso;
- conserva la documentazione originale;
- risponde delle dichiarazioni trasmesse.
Quando la ESCo è Soggetto Responsabile, il contratto e la documentazione devono consentire di individuare le spese effettivamente sostenute dalla ESCo. Nei rapporti più articolati può essere necessario un prospetto sottoscritto dalle parti con la ripartizione dei costi per tipologia di spesa ammissibile.
Quando viene utilizzato il mandato all’incasso, il privato continua a essere Soggetto Responsabile, mentre l’incentivo netto è destinato alla ESCo mandataria. Fatture, bonifici e incentivo devono ricostruire esattamente il pagamento.
Contratto, fatture, pagamenti e soggetto indicato sul portale devono rappresentare la stessa configurazione. In presenza di dati incoerenti, la pratica deve essere verificata prima dell’invio.
Obblighi che continuano dopo l’ammissione
L’accoglimento della domanda non esaurisce gli obblighi del Soggetto Responsabile.
Devono essere conservati, per il periodo previsto:
- contratti;
- fatture;
- pagamenti;
- dichiarazioni;
- autorizzazioni;
- titoli edilizi o amministrativi;
- documenti tecnici;
- attestazioni e certificazioni;
- prove dell’esecuzione degli interventi;
- documentazione sulla gestione e manutenzione.
Il Soggetto Responsabile deve inoltre consentire verifiche documentali ed eventuali sopralluoghi. Carenze rilevanti, dichiarazioni non corrette o perdita dei requisiti possono comportare rigetto, decadenza dall’incentivo o recupero delle somme già erogate.
Per la ESCo, la certificazione UNI CEI 11352 deve essere mantenuta per l’intero periodo di incentivazione e per i cinque anni successivi all’erogazione dell’incentivo o dell’ultima rata.
La certificazione non deve essere valida soltanto il giorno della richiesta. Variazioni societarie, cessioni contrattuali o cambiamenti del soggetto che gestisce il servizio devono essere valutati rispetto al mantenimento dei requisiti.
Diagnosi energetica, ESCo ed EGE
La certificazione ESCo non sostituisce automaticamente diagnosi energetica, progetto, asseverazioni o attestati di prestazione energetica.
La diagnosi non è obbligatoria per ogni intervento. Quando è richiesta dalle Regole Applicative deve essere redatta da uno dei soggetti qualificati previsti, come:
- un Esperto in Gestione dell’Energia certificato secondo UNI CEI 11339;
- una ESCo certificata secondo UNI CEI 11352.
La sola esperienza professionale o un attestato di partecipazione a un corso non sostituiscono le certificazioni richieste. Le diagnosi devono inoltre rispettare i riferimenti tecnici applicabili, compreso il pacchetto UNI CEI EN 16247.
La ESCo che sottoscrive il contratto può coincidere con il soggetto che redige la diagnosi, ma non è necessario che tutte le attività siano svolte dalla stessa organizzazione. Deve invece risultare chiaro chi firma e risponde di ogni documento.
ATI, RTI, consorzi e società di scopo
Le Regole consentono alla ESCo di operare anche attraverso forme aggregate, ma specificano quale soggetto deve possedere la certificazione.
| Configurazione | Soggetto rilevante ai fini della certificazione |
|---|---|
| ATI o RTI | Società mandataria che opera per il raggruppamento |
| Consorzio stabile | Consorziata che gestisce il contratto energetico |
| Società di scopo | Soggetto individuato dalle Regole per la specifica configurazione |
| ESCo singola | Organizzazione che assume il ruolo di Soggetto Responsabile |
Nelle ATI o RTI la mandataria deve essere certificata e dotata del mandato previsto. Nei consorzi deve essere verificata la consorziata che gestisce concretamente l’EPC o il servizio energia.
La certificazione posseduta da un’impresa diversa da quella che assume il ruolo operativo non si estende automaticamente all’intero raggruppamento.
Quando il modello ESCo è utile e quando non è necessario
| ESCo potenzialmente coerente | ESCo non necessariamente necessaria |
|---|---|
| Più interventi coordinati | Sostituzione semplice e puntuale |
| Prestazioni misurabili nel tempo | Nessun risultato garantito |
| Gestione e manutenzione pluriennali | Gestione diretta del proprietario |
| EPC o servizio energia | Appalto tradizionale sufficiente |
| Ripartizione del rischio | Cliente che sostiene e controlla direttamente le spese |
| PA o struttura complessa | Piccolo intervento residenziale sotto soglia |
| Monitoraggio continuativo | Nessuna gestione successiva integrata |
Il modello ESCo è più coerente quando il valore dell’incarico non consiste nella sola installazione, ma comprende diagnosi, progettazione, integrazione degli interventi, gestione, misurazione e mantenimento delle prestazioni.
Per una sostituzione semplice, senza prestazioni garantite e con spese sostenute direttamente dal proprietario, una struttura ESCo può risultare non necessaria.
Il servizio ESCO e percorso di valutazione energetica permette di approfondire come viene impostata una verifica preliminare del progetto, senza sostituire l’analisi dei requisiti del Conto Termico.
Come verificare una ESCo prima del contratto
- verificare il certificato UNI CEI 11352;
- controllarne validità, sedi e scopo su Accredia;
- individuare il Soggetto Ammesso;
- stabilire chi sarà Soggetto Responsabile;
- verificare se la ESCo può assumere quel ruolo;
- controllare le soglie residenziali;
- scegliere il contratto coerente;
- definire chi sostiene le spese;
- stabilire chi riceve l’incentivo;
- distinguere delega e mandato all’incasso;
- descrivere situazione iniziale e prestazioni attese;
- stabilire come misurare i risultati;
- disciplinare gestione e manutenzione;
- verificare fatture e pagamenti;
- definire conservazione documentale e controlli;
- regolare variazioni societarie e perdita dei requisiti.
Punto di arresto: se certificazione, contratto, soggetti, spese e flussi economici non risultano coerenti, la configurazione non dovrebbe essere formalizzata prima di una verifica tecnica e contrattuale.
Errori frequenti
- considerare ESCo qualsiasi impresa installatrice;
- non controllare il certificato su Accredia;
- verificare la validità soltanto al momento dell’offerta;
- definire EPC un contratto privo di obiettivi misurabili;
- confondere Soggetto Responsabile e Delegato;
- ignorare le soglie residenziali;
- utilizzare il mandato all’incasso come trasferimento di ogni responsabilità;
- intestare fatture a un soggetto incoerente con la pratica;
- non indicare chi sostiene le spese;
- non disciplinare la destinazione dell’incentivo;
- omettere situazione iniziale, misurazione e verifica;
- non conservare la documentazione;
- presumere che la ESCo sostituisca diagnosi, progetto e asseverazioni;
- non controllare quale impresa debba essere certificata in ATI o consorzi;
- utilizzare una struttura ESCo anche quando non aggiunge utilità al progetto.
Domande frequenti sulle ESCo nel Conto Termico 3.0
È obbligatorio utilizzare una ESCo per accedere al Conto Termico 3.0?
No. Il Soggetto Ammesso può accedere direttamente, assumendo anche il ruolo di Soggetto Responsabile, oppure avvalersi di una ESCo o di un altro soggetto abilitato nei casi previsti.
Quale certificazione deve possedere una ESCo?
La certificazione UNI CEI 11352 in corso di validità, rilasciata da un organismo operante nell’ambito di un sistema di accreditamento riconosciuto.
La ESCo diventa sempre Soggetto Responsabile?
No. Il ruolo dipende dalla natura del Soggetto Ammesso, dall’edificio, dall’intervento, dalle soglie applicabili e dal contratto sottoscritto.
Quale contratto serve con una Pubblica Amministrazione?
La ESCo deve stipulare un contratto di prestazione energetica, o EPC, conforme ai requisiti minimi applicabili. La stessa configurazione è prevista per gli ETS non economici.
Quali contratti sono ammessi con un soggetto privato?
Possono essere utilizzati un EPC, un contratto di servizio energia o un contratto di servizio energia plus, nei casi e alle condizioni stabiliti dalle Regole Applicative.
Quali limiti valgono per gli interventi residenziali?
La ESCo può assumere il ruolo di Soggetto Responsabile per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale oltre 70 kW e per gli impianti solari termici oltre 20 m², ferme le altre condizioni.
Che cosa accade sotto le soglie residenziali?
Il privato resta Soggetto Responsabile. La ESCo può ricevere l’incentivo netto mediante mandato irrevocabile all’incasso, rispettando i requisiti documentali e di pagamento previsti.
Il Soggetto Delegato è responsabile verso il GSE?
La delega consente di operare sul portale per conto del Soggetto Responsabile, ma non trasferisce automaticamente la titolarità delle spese, dell’istanza e dell’incentivo.
Come si verifica la certificazione di una ESCo?
Consultando la banca dati Accredia e controllando denominazione, codice fiscale, sedi, numero del certificato, organismo, stato di validità e scopo.
Per quanto tempo deve rimanere valida la certificazione?
Per tutto il periodo di incentivazione e per i cinque anni successivi all’erogazione dell’incentivo o dell’ultima rata.
Fonti ufficiali e data di verifica
Contenuto verificato il 16 luglio 2026. Ruoli, soglie, modelli e requisiti contrattuali devono essere controllati sulle Regole Applicative e sulla modulistica GSE vigente al momento della richiesta.
- Gazzetta Ufficiale — D.M. 7 agosto 2025 sul Conto Termico 3.0
- GSE — Regole Applicative del Conto Termico 3.0
- GSE — Documenti, modelli e procedure ufficiali
- GSE — Soggetti che possono accedere al Conto Termico 3.0
- GSE — Soggetti qualificati a redigere la diagnosi energetica
- Accredia — Certificazione delle società che forniscono servizi energetici
- Accredia — Banca dati delle certificazioni ESCo UNI CEI 11352
